Le TAPPE

2. Santa Cristina Gela > Corleone

Vote: 4.2
Lunghezza percorso: 25,8 Km
Elevazione massima: 887 mt.
Elevazione minima:: 352 mt.
Difficoltà: Alta
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Descrizione della tappa

Percorso tratta: Asfalto 30%
Pendenza max: 28,9%

La Magna Via esce dall’abitato di Santa Cristina Gela seguendo il percorso della Regia Trazzera (RT) 28, che corre lungo la valle per raggiungere il M.te Giuhai e attraverso la Portella Sant’Agata, scollinare. In questo punto, in prossimità della Masseria Sant’Agata è stata rinvenuta dagli archeologi una necropoli di età ellenistico-romana con presenze di ceramica che arrivano fino all’età bizantina. Il valico è da sempre un punto privilegiato di controllo della strada e la salita attraverso l’area bosco che si estende fino al lago, permette la vista di panorami speciali e inaspettati. La via, superata la Masseria Sant’Agata, prosegue diritta lungo la trazzera ancora oggi usata dai pastori per la transumanza. Si superano diverse masserie fino al bivio Catagnano da cui la via devia verso il Santuario di Maria S.S. del Rosario di Tagliavia, luogo di preghiera e romitaggio che nel corso dei secoli ha sempre ospitato pellegrini e viandanti di passaggio. Oggi una comunità mariana religiosa, Le Cinque Pietre, la custodisce e ne anima il culto. Superato il santuario e la torre di avvistamento del Cozzo Saladino, la via intercetta la SS118 e il fiume Belice sinistro da dove continua girando a sinistra per intercettare la ciclabile del lato opposto della strada ed arrivare alle alture di P.zo Nicolosi e di Rocca Argenteria, oggi pianori ottimi per osservazione natura e analisi geologiche ma un tempo insediamenti a controllo di questo passo, della via greco-romana. Lungo la ciclabile al km 17,5, si incontra la deviazione (3,2 km a/r dalla traccia base)  per il sistema naturalistico del Gorgo del Drago, una seria di laghetti e salti di roccia scavati dall’affluente del fiume Belìce Sinistro. Da qui la RT28 ci porta dritti verso Corleone tra campi infiniti, masserie che si perdono nel tempo e lo spettacolare miliario romano che testimonia la presenza della via fatta costruire dal console romano Aurelius Cotta durante la I Guerra Punica e che oggi fa bella mostra di sè al Museo Archeologico di Corleone.

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