Piana degli Albanesi

Comune di Piana degli Albanesi

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Cenni storici e sul territorio:

Piana degli Albanesi (Hora e Arbëreshëvet in arbëresh) è un comune italiano di 6.429 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.
Denominata fino al 1941 Piana dei Greci per il rito greco-bizantino professato dai suoi abitanti, è situata su un altopiano montuoso e sul versante orientale dell’imponente monte Pizzuta, si specchia sull’ampio lago omonimo e dista dal capoluogo metropolitano 24 km.
Nota per la sua storia e le secolari tradizioni, è il centro più importante degli albanesi di Sicilia, nonché il più grande stanziamento arbëreshë, dove da diversi secoli risiede la più vasta e popolosa comunità italo-albanese.
Sede vescovile dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, circoscrizione della Chiesa Italo-Albanese, la cui giurisdizione si estende su tutte le chiese insulari di rito bizantino.
Nel corso dei secoli è stata annoverata fra i maggiori centri attivi e influenti degli albanesi d’Italia, tutelando e coltivando la memoria storica dell’antica madrepatria. Oltre a essere il fulcro socio-culturale, religioso e politico delle comunità arbëreshe dell’isola, ha mantenuto pressoché intatte le proprie peculiarità etniche d’origine.
Nell’età moderna ha ricoperto un ruolo significativo per i moti rivoluzionari e risorgimentali relativi all’unità nazionale d’Italia, al movimento di Rinascita Nazionale albanese nella lotta di liberazione dal dominio turco-ottomano e ai movimenti regionali dei Fasci siciliani dei lavoratori, inoltre è anche tristemente nota per la strage di Portella della Ginestra (1947). Tra il 1944 e il 1945, durata cinquanta giorni, Piana degli Albanesi divenne una Repubblica popolare indipendente.

Piana degli Albanesi contribuì notevolmente al progresso della cultura e della letteratura albanese con una nutrita schiera di intellettuali, avviando un decisivo processo della storia letteraria d’Albania. È considerata il luogo d’origine della letteratura arbëreshe, dove nacque la prima opera albanese della diaspora (1592), e iniziatrice – nei primi anni del ‘600 – della prima scuola europea nella quale si insegnava in lingua albanese.
Dalla cittadina provengono i fondatori delle cattedre di lingua e letteratura albanese di Napoli e Palermo, ha sede dal 1945 il Seminario Italo-Albanese, già a Palermo (1734). La sua antica tradizione musicale e canora bizantina fa parte del “Registro Eredità Immateriali della Sicilia” riconosciuto dalla Regione Siciliana. L’amministrazione comunale utilizza nei documenti ufficiali anche l’albanese, ai sensi della vigente legislazione che tutela le minoranze etno-linguistiche.

Luoghi di culto:

Cultura e arte:

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