Joppolo Giancaxio

Comune di Joppolo Giancaxio

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Cenni storici e sul territorio:

Come per tanti altri paesi, è difficile trovare una data in cui collocare la fondazione. Sicuramente sorse nel XVII secolo, quando sotto l’auspicio dei baroni e signori di terre, venne attuata la colonizzazione dell’interno della Sicilia.
Con la costituzione di un nuovo centro i signori acquisivano tanti voti in Parlamento, quanti erano i nuovi territori con vassallaggio infeudati. Si attribuisce al 1696 la data di fondazione di Joppolo Giancaxio ad opera di Calogero Gabriele Colonna, Duca di Cesarò, il quale nei suoi feudi di Giancascio e Realturco eresse il casale.
Non si può negare però l’esistenza di nuclei di abitanti in quelle terre già in periodi più lontani; alcuni storiografi infatti fanno risalire tali insediamenti al periodo arabo, basandosi sull’etimologia, forse orientale, dei due feudi nei quali fu eretto il Paese.
Realturco proverrebbe da Rahal (= villaggio, terra, casale) mentre Giancaxio da Jan e càscr (= castello) cioè Castello di Gianni.
Il nome Joppolo si pensa sia un omaggio del Duca di Cesarò alla moglie Rosalia Joppolo e tale tesi è convalidata dal fatto che esiste in Calabria un altro paese chiamato Joppolo, in ex possedimenti di tale famiglia nobile. Al suo nascere, il nuovo paese ” fu popolato da 305 abitanti, secondo il primo censo statistico dei libri regi, fra vassalli e coloni attirati dai paesi vicini, nonché i soliti bravi alla Donrodrighiana, giusta le usanze feudali del Medio Evo, in cui imperavano la forza e il sopruso…. E per tal modo il Colonna acquistò il titolo di Barone di Joppolo”, sempre secondo il Dottor Imbrodino.
L’economia era basata sull’agricoltura, alle dipendenze del Duca, attraverso il sistema del bracciantato, allora molto numeroso.
Le terre venivano concesse a “censo” o in “gabella” ; in tal modo i contadini autonomi spesso divenivano degli schiavi del “Gabelloto” o del “Campiere” quando non riuscivano, a causa dell’annata, a pagare quanto dovuto.
Con la fine della feudalità Joppolo venne costituito in Comune autonomo, ma perse tale autonomia nel 1827 e venne declassato a borgata di Aragona, per diventare nel 1892 borgata di Raffadali, perché più vicino a questo centro e , infine, nel 1926, forse per interessamento dell’ultimo Duca, ritornò ad essere Comune autonomo.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale vigeva ancora l’organizzazione legata alle infrastrutture parassitarie della vecchia economia agricola: Guardie Campestri, Campieri, Soprastanti, Gabelloti e tutta quanta l’organizzazione che vegetava nel feudo, continuò ad impedire, con le consorterie politiche, lo sviluppo di Joppolo e l’emancipazione del contadino col possesso della terra.
Il Movimento Contadino Joppolese, partecipò attivamente alla lotta per l’occupazione delle e, in prima istanza, riuscì ad ottenere dei risultati positivi con lo spezzettamento del latifondo e l’attribuzione di quote di terreno in proprietà.
In seguito però la famiglia Colonna riconquistò i propri possedimenti e li rivendette ai precedenti campieri e gabelloti.
I contadini allora furono costretti ad abbandonare il paese alla ricerca di una fonte di guadagno.
Cominciò il fenomeno della fuga dalle campagne e della emigrazione in massa verso i paesi del nord Europa e d’oltre Oceano, e tale fenomeno oggi si è ulteriormente acuito verso il Nord Italia per lo stato di abbandono a cui sono lasciati i giovani.
Tra i monumenti più antichi ancora presenti segnaliamo il Castello dei Colonna, un tempo rinomato ma ormai in uno stato di abbandono e assai precario. Si possono ammirare alcune belle tele e statue, soprattutto quella della Madonna del Carmine e di San Francesco. Il paese sorge a 450 metri sul livello del mare e si estende su una superficie di 20 chilometri quadrati. Il suo territorio è attraversato dal fiume Akragas o Drago. Molto sentite sono le feste dedicate a San Giuseppe e alla Madonna del Carmine e soprattutto la pastorale del 6 gennaio.

Cultura e arte:

Aree archeologiche:

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