Comitini

Comune di Comitini

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Cenni storici e sul territorio:

Comitini, la terra dello zolfo e delle zolfare, del tricolore, la terra di Ciaula, giuridicamente nasce il 23 giugno, X indizione, dell’anno 1627, per concessione dello Jus Populandi da parte del re Filippo IV al barone Gaspare Bellacera. In realtà un agglomerato urbano, sviluppatosi sotto la chiesa di Santa Maria di Altomonte e del palazzo Baronale, abitato da contadini dediti alle coltivazioni del feudo, già preesisteva alla fondazione. Lo studio etimologico del toponimo Comitini confermerebbe che nel I secolo d.C., in età romano imperiale la cittadina ed il suo territorio erano densamente antropizzati. Il territorio era attraversato da un’importante arteria di comunicazione, come conferma l’Itinerarium Antonini, lungo l’asse Agrigentum-Panormus ed in prossimità dell’attuale centro abitato esisteva un’antica Statio romana denominata “Comiciana” da cui pare derivasse l’attuale toponimo del territorio e del Comune, anche se, da un attento studio etimologico, alcuni studiosi concordano un’origine araba del toponimo (Cumma el tin che si traduce in la Collina dei fichi).

Una capillare ricerca nel territorio operata negli ultimi anni dal Gruppo archeologico Herbessus ha permesso di accertare una presenza umana nel territorio ed una ricostruzione di almeno 7000 anni di storia del territorio dall’età della pietra ai nostri giorni. Nei primi anni dell’Ottocento Comitini sale agli onori della cronaca per la riscoperta dell’attività minerario zolfifera. In poco tempo furono attive nel territorio ben 70 miniere che davano lavoro a circa 10.000 addetti. In questo periodo Comitini divenne un fiorente centro industriale (l’El Dorado della Sicilia). Nel 1859 Comitini fu sede di moti rivoluzionari: nel territorio operava una folta schiera anti-borbonica. E fu questo gruppo di patrioti che, il 3 luglio del 1859, innalzarono per la prima volta nell’agrigentino, sul monte la Pietra, la prima bandiera tricolore a simbolo dell’unità delle genti italica e come segno di rivolta per le popolazioni dei comuni vicioniori. Lo stesso gruppo di patrioti contribuì all’arrivo di Giuseppe Garibaldi a Palermo nell’anno successivo.

Al comune di Comitini è legata la figura di un grande premi Nobel per la letteratura: Luigi Pirandello, Pirandello trascorse parte della sua giovinezza a Comitini dove i genitori erano proprietari di una miniera di zolfo. Da questo piccolo paese dall’antica tradizione mineraria prese spunto per la scrittura di alcuni suoi scritti, quali le novelle “Ciaula scopre la luna” ed “il Fumo” ed in questi suoi scritti sono tramandati ai posteri momenti di vita quotidiana dei minatori comitinesi.

Gli antichi feudatari del comune furono i Gravina, principi di Comitini, proprietari a Palermo del fastoso palazzo barocco sede dell’amministrazione provinciale.

Cultura e arte:

Aree archeologiche:

Altri itinerari integrati: