Acquaviva Platani

Comune di Acquaviva Platani

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Cenni storici e sul territorio:

Acquaviva Platani è un comune italiano di 936 abitanti della provincia di Caltanissetta in Sicilia. Sorge a circa 100 km a sud-est di Palermo e a circa 65 km da Caltanissetta. Confina con i comuni di Cammarata, Casteltermini, Mussomeli e Sutera.

Il suo territorio, situato lungo la via di penetrazione sud-nord, lungo le vallate del Platani e quindi del Torto-San Leonardo, è stato abitato fin dal neolitico. Infatti è quasi certo il fatto che qui abbiano lasciato traccia i Sicani, e ciò è testimoniato dalle tombe a rannicchiamento che fino al secolo scorso erano visibili su un ciglione di contrada “Vignazze”, prima che andassero perdute a causa di opere di bonifica. Grotte destinate alla sepoltura sono ancora visibili invece sui costoni rocciosi del territorio d’Acquaviva e precisamente in contrada “Santa Margherita”, “Solfara”, “Marcatogrande” e “Corvo”.

La presenza dei Romani ad Acquaviva è testimoniata da antichi ruderi scoperti nel giugno del 1877 a valle del suo territorio: si trattava di avanzi di un antico edificio di cui rimanevano il pavimento a mosaico e la mura laterizie.

Durante la dominazione islamica, i Bèrberi, costruirono un casale per consentire ai viaggiatori una sosta di comodo e lo chiamarono Miknas. Dalle variazioni fonetiche di questo nome derivò il termine “michinese” utilizzato in epoca feudale per designare una buona parte di quello che sono oggi le terre di Acquaviva.

Sono stati ritrovati in contrada “Ciarmaritano” numerosi cocci e laterizi che testimoniano la presenza di quel casale arabo e che hanno dato il nome alla stessa contrada (“ciarmariti”-Ciarmaritano). La presenza musulmana ad Acquaviva è provata anche da alcune tombe rinvenute nelle contrade “Santa Margherita” e “Vignazze”: una di esse addirittura continua ad essere definita dalla gente “la grotta dei Saraceni”.

Alcune tombe a rannicchiamento sono state rinvenute in contrada “Vignazze”, ed alcuni ripari sottoroccia presso le creste sovrastanti il paese: “ A giglia”. Sepolture a grotticella, del tipo rinvenuto nella vicina Milena, sono in contrada “Solfara” , ”Cubuluni” e “Corvo”. In contrada Santa Margherita è una sepoltura a tholos con apertura rettangolare ed incasso predisposto per incastrare la pietra ribaltabile e chiudere così la tomba. Avanzi di un antico edificio romano, probabilmente una “massa” (pavimento a mosaico e la mura laterizie) furono rinvenuti nel 1877. Durante la dominazione araba fu costruito un casale chiamato “Miknas”. Traslitterato, questo toponimo divenne in epoca medievale “Feudo Michinese”. La presenza musulmana ad Acquaviva è provata anche da alcune tombe rinvenute nelle contrade “Santa Margherita” e “Vignazze”.

I nobili De Loharia e i Castelli, di nobiltà messinese, ressero le sorti del feudo dal 1425, quindi poi la signoria su questo territorio passò alla famiglia Spadafora imparentata già con i Castelli. Il paese fu fondato nel 1635 dal principe Francesco Spadafora nell’area del Feudo Michinese e in origine si chiamò “Aqua Vivam”. Alla morte del principe nel 1677 il feudo fu venduto all’asta e acquistato dalla baronessa Francesca Abarca e Cordua. Nel 1687, alla sua morte, l’eredità passò in parte al nipote Michele Oliveri che di fatto “acquistò” da Carlo II di Spagna il prestigioso titolo di duca di Acqua Viva e la trasmissibilità ai suoi eredi del titolo stesso, ultimo dei quali fu Pietro Oliveri e Migliaccio. Con l’abolizione della feudalità in Sicilia nel 1812, e con i nuovi ordinamenti amministrativi del 1816-1817 Acqua Viva divenne comune autonomo. Il comune continuò a chiamarsi di fatto Acquaviva fino al 1862 Dopo quell’anno fu aggiunto il nome Platani per distinguerlo dagli altri comuni italiani che si chiamavano nello stesso modo. Il Platani è infatti il fiume anticamente chiamato Alico (Halykòs = salato, visti i numerosi banchi di salgemma presenti nel suo medio corso), che scorre giù nella vallata, nel pressi del paese.

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Cultura e arte:

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ATTENZIONE! Tappa 7: il passaggio dal guado del ponte romano, dopo Campofranco, è interrotto. Prendere la variante invernale!Link alla tappa
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